Dienstag, Februar 24, 2009
In tempi di crisi ci si sarebbe aspettato altri risultati, invece l’indagine dello Handelsblatt, dimostra che le i due terzi delle aziende tedesche non intende ritoccare il budget al ribasso e che l’8% intende addirittura aumentarlo.
La predisposizione a non modificare il budget pubblicitario si riduce tuttavia con l’aumentare delle dimensioni delle aziende. Il 38% delle aziende con piú di 5000 lavoratori ha deciso di decurtare le spese in pubblicitá. Alcuni settori particolarmente colpiti dalla crisi, opereranno dei tagli maggiori rispetto alla media.
Per quanto riguarda le strategie di marketing addirittura l’84% degli imprenditori intervistati ritiene di non dover cambiare la linea scelta, ma che forse é opportuno cambiare i canali di marketing, con una forte tendenza ad allocare le risorse in on-line marketing.
Anche la televisione potrá beneficiare di questa situazione, mentre la stampa sará il settore che subirá la perdite piú forti.
Fonte: wuv
Freitag, Februar 13, 2009
WEB.de é uno dei maggiori portali in Germania ed offre diversi servizi, tra cui quello di account gratuiti di posta elettronica. Attraverso un’indagine che ha coinvolto 1000 persone, web.de ha tentato di capire se davvero i social networks e l’instant messaging possono soppiantare le e-mail. É emerso invece che l’utilizzo della posta elettronica cresce piú di quello di social networks ed altri canali di comunicazione.

Foto: www.masternewmedia.org
Quasi tutti gli intervistati hanno un account di posta elettronica, mentre solo la metá é iscritto ad una community online. L’81,9 degli intervistati passa piú di un’ora a settimana a comunicare tramite e-mail con amici e parenti, solo il 49,1 invece trascorre piú di un’ora nella propria community. Il 50,3% controlla la propria mail box piú volte al giorno, mentre solo il 18 % si interessa con la stessa intensitá di ció che succede nella propria community.
I social networks rappresentano sono fortemente legati ad una fase della vita. Secondo Jan Otjen, l’amministratore delegato di WEB.de i 25 anni rappresentano il confine per l’utilizzo intensivo delle social communities, mentre l’etá media degli utilizzatori costanti dell’e-mail é molto piú elevata. I social network vengono utilizzati per contattare vecchi cvonoscenti di cui non si conosce l’indirizzo email ma i temi trattati sono piú ridotti rispetto alle e-mail.
Molto interessante é che la maggior parte dei degli intervistati si augura il ricongiungimento dei vari canali di comunicazione. Cioé un solo log-in per la posta elettronica, la community, l’instant messaging. Si tratterá di capire chi riuscirá a vincere questa battaglia, i fornitori di posta elettronica o le social communities.
FONTE: WUV
Donnerstag, Februar 5, 2009
Piú di 10 milioni di tedeschi faranno shopping su internet nel 2009, secondo uno studio della Forsa, condotto insieme alla Bitkom. 10,5 milioni di tedeschi ammettono di essere pronti ad acquistare su internet quest’anno e ben 7,7 milioni di persone dichiarano di voler considerare anche questa possibilità di acquisto in futuro.

Ad acquistare su internet si inizia da 14 anni, ma il gruppo di acquirenti più assiduo si trova tra i 18 ed i 44 anni. Una sparuta minoranza di over 60es utilizza internet per fare spesa.
I fatturati intanto crescono velocemente: 19,3 miliardi Euro hanno speso i tedeschi su internet nel 2009, ben 12% in più rispetto al 2007. Tra le tipologie di prodotti con i fatturati piú alti spicca la moda. Vestiti e scarpe totalizzano ben 4,6 miliardi di Euro. Tutto il comparto della vendita per corrispondenza, già da anni in crisi, si sta spostando in modo massiccio sulla vendita online.
Non é una sorpresa dunque che quasi tutte le aziende al dettaglio abbiano aperto il proprio e-shop e che i brand della moda inizino ad affacciarsi in modo deciso sulla scena dell’e-commerce. Peserá la crisisullo sviluppo di questo comparto? Per ora non sembra.
Mittwoch, Dezember 3, 2008
Non é piú solo una novitá, ma ormai una realtá: i brand della moda si lanciano sull’e-commerce e lo fanno in gran stile, aprendo proprie boutique on-line e vendendo direttamente le proprie collezioni. Hugo Boss ad esempio progetta di vendere tramite il web sul mercato europeo la maggior parte delle sue collezioni. E vendere online non significa semplicemente lanciare uno shop ma costruire un universo imponente d’immagini e video per presentare le nuove collezioni, dando maggiori informazioni sul design, la produzione e il brand. Questo ambizioso progetto fa sborsare ad Hugo Boss giá un budget a sei cifre per la promozione dello shop on-line.

Hugo Boss Shop (fonte: www.dmma.de)
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Dienstag, November 25, 2008
Nasce ADforStyle: Il premium media network di Claudia Wünsch Communication che consente di creare campagne display sui blog e di raggiungere così i trend-setter nel web.
BERLINO - Negli ultimi anni i blog sono saliti alla ribalta del mondo dei media, affiancando i media tradizionali nel fornire informazioni sulle novitá e le tendenze in particolare nel settore del fashion, lusso e lifestyle. In Europa sono attivi dei blog professionali di moda, che tengono aggiornati i propri lettori sulle tendenze e sugli eventi, diventando dei veri e propri trend-setter. L’influenza di questi canali di comunicazione é ormai così grande che non puó essere piú tascurata dalle aziende, che intendono rafforzare la propria immagine nel world wide web.
Di fronte all’esigenza di comunicare attraverso la “blogosfera”, Claudia Wünsch Communication, l’agenzia di Berlino specializzata nell’offrire soluzioni su misura di marketing on-line per i brand della moda e del life-style, ha da poco lanciato il proprio “premium network” per la comunicazione on-line. ADforSTYLE mette insieme media di qualità ed indipendenti, ed offre a questi nuove possibilità di commercializzazione. Per gli advertisers questo network rappresenta un interessante canale attraverso il quale é possibile comunicare con un target di persone particolarmente attraente ed altrimenti difficile da raggiungere: gli opinion maker del fashion nel web.
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Mittwoch, November 5, 2008
„Il Bio non si vende più solo perché è Bio” si puó dire sia questa la conclusione tratta dal forum per il commercio bio (Bio-Handels-Forum) tenutosi di recente a Colonia. I numeri del settore lo sottolineano: per la prima volta da anni é stata rilevata una diminuzione del fatturato. É venuto il momento dunque di puntare sul marketing.
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Il cambiamento del tipo di consumatore si fa sentire per alcuni produttori e venditori bio tradizionali. La clientela classica non aumenta, anzi piuttosto diminuisce. I gruppi di consumatori giunti negli ultimi anni hanno delle esigenze e aspettative completamente diverse rispetto ai prodotti biologici. I produttori e venditori bio devono dunque definire prima il proprio target e poi orientare i propri prodotti e il marketing alle aspettative ed esigenze di questo target.
Con l’evoluzione da mercato di nicchi in mercato di massa, ovviamente anche il tipo di consumatore bio è cambiato molto: oggi più del 60% dei tedeschi consumano prodotti con etichetta bio. I motivi principali sono la salute, il gusto originario, valori come la tutela dell’ambiente. L’immagine bio e l’assortimento bio sono cambiati. Il bio viene visto dai consumatori come attestazione di qualità per la sanità e il gusto!
Target per i prodotti bio
Un tema di cui abbiamo giá parlato in altri post di questo blog é la definizione del target dei prodotti “organici”. Spesso il cliente bio per eccellenza viene visto solo nel target abbastanza piccolo degli “eco convinti”. Ma i risultati delle ricerche di mercato degli ultimi 10 anni dimostrano che più della metà dei consumatori sono in qualche modo interessati a questo mercato. Si tratta di quella metà della popolazione più istruita e ad alto reddito. Il cliente bio par eccellenza non esiste. I clienti bio si trovano in ogni strato sociale (Singles, coppie senza bambini, famiglie con bambini, etc.)
Donnerstag, Oktober 30, 2008
Uno studio di IP Deutschland e TNS Emnid: campagne di Viral Marketing e passaparola hanno molto successo nelle Social Communities.
Il barometro digitale fornisce cifre attuali relative alla notorietà ed all’utilizzo delle Social Communities. Lo studio dimostra che gli user di Social Communities tendono molto al passaparola e rivela una spiccata predilezione dei giovanissimi per le SC: il 57% del gruppo tra 14 a 29 anni infatti si collega almeno una volta a settimana alla rete per navigare su Social Communities, mentre nel gruppo tra 30 ed i 49 anni sono solo il 18%. La motivazione principale che spinge le persone a frequentare le social communities è la curiosità: ben il 69% utilizza le communities per sapere cosa fanno gli altri.

Fonte foto: Belanger
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Mittwoch, Oktober 29, 2008
La recessione economica per il Vecchio Continente sará evitata per il 2008 grazie a Francia e Germania secondo Standard & Poor. La Germania crescerá quest’anno infatti dell’1,8%, consentendo cosí a tutto il continente di non chiudere in passivo il 2008.
I fondamentali della Germania restano solidi, l’indebitamento delle aziende non finanziarie é molto al di sotto della media europea, mentre si prevede anche per l’anno prossimo un aumento delle esportazioni dell’2,6%, secondo il BGA (Bundesverband des deutschen Groß- und Außenhandels), trainate dal calo dell’Euro e del prezzo delle materie prime.

Fonte foto: www.wiwo.de
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Mittwoch, Oktober 22, 2008
Il mercato della pubblicità online colpisce ancora una volta vantando dei tassi di crescita impressionanti – almeno per quanto riguarda la spesa lorda. All’incirca 1 miliardo di Euro sono stati gli investimenti nei primi 9 mesi del 2008 in pubblicità online in Germania. Sono 37% di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ovvero 279 milioni di Euro di più.

Con questo l’aumento percentuale del mercato online è supera di molto quello della pubblicità classica, che quest’anno è aumentato solo dell’ 1,2% (vedi articolo del 14 ottobre: Pubblicità in Germania sembra non risentire della crisi). I calcoli di Nielsen Media Research dimostrano che la crescita del 30% del terzo quarto significa un leggero calo rispetto al primo e secondo quarto dell’anno. Le spese per Super Banner, Skyscraper, etc. sono cresciute nel periodo da gennaio a marzo del 43,6%, nel secondo trimestre del 39,4%.
Ludger Wibbelt, amministratore delegato di Nielsen Media Research, afferma di non essere preoccupato per la flessione nei tassi di crescita. La fine del boom della pubblicità online non è assolutamente arrivata. „La pubblicità online è completamente accettata come parte integrante della promozione completa di un Brand. Cioè questo settore non mancherà di produrre altre innovazioni e nuovi modelli commerciali ”, dichiara Wibbelt.
Incitatori della crescita quest’anno erano soprattutto gli fornitori di servizi online, che nel totale hanno investito 192,4 milioni di Euro. La pubblicità aziendale occupa il secondo posto con 90 milioni di Euro, seguono i servizi finanziari (74,7 milioni di Euro) e E-Commerce (55 milioni di Euro).
Fonte: Horizon
Dienstag, Oktober 14, 2008
Finora la crisi finanziaria sembra non aver toccato il settore della pubblicità. Le spese nell’anno in corso sono aumentate sia pur di poco. Questo è il risultato di Nielsen Media Research. Nei media Above-the-line gli investimenti pubblicitari lordi sono aumentati nei primi tre trimestri 2008 arrivando a quota 14,8 miliardi Euro. Questo corrisponde ad un’eccedenza di 1,2 %, cioè 180 milioni di Euro rispetto all’anno precedente.
A sorpresa il terzo trimestre é stato quello migliore secondo Nielsen. Questo fatto dimostra che la crisi finanziaria mondiale non à ancora percettibile nel mercato pubblicitario tedesco. “Mettiamo in conto che la crisi avrà prima o poi anche delle conseguenze per il mercato pubblicitario. Nello stesso tempo peró bisogna anche considerare che nei periodi duri è tanto piú necessario promuovere i propri servizi e prodotti attraverso la pubblicità per guadagnare la fiducia dei consumatori e per rafforzarla. Vediamo in questo proprio una chance per posizionarsi bene sul mercato,“ sostiene Ludger Wibbelt, amministratore delegato di Nielsen Media Research.
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