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	<title>Marketing Blog: trend del web marketing</title>
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	<description>Marketing-blog di claudia wünsch communication: fashion, lifestyle, turismo, food</description>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 12:12:37 +0000</pubDate>
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		<title>E-commerce - la grande sfida dei brand del fashion</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/12/03/89/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 12:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemeines]]></category>

		<category><![CDATA[abbigliamento online]]></category>

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		<description><![CDATA[Non é piú solo una novitá, ma ormai una realtá: i brand della moda si lanciano sull’e-commerce e lo fanno in gran stile, aprendo proprie boutique on-line e vendendo direttamente le proprie collezioni. Hugo Boss ad esempio progetta di vendere tramite il web sul mercato europeo la maggior parte delle sue collezioni. E vendere online [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non é piú solo una novitá, ma ormai una realtá: i brand della moda si lanciano sull’e-commerce e lo fanno in gran stile, aprendo proprie boutique on-line e vendendo direttamente le proprie collezioni. Hugo Boss ad esempio progetta di vendere tramite il web sul mercato europeo la maggior parte delle sue collezioni. E vendere online non significa semplicemente lanciare uno shop ma costruire un universo imponente d’immagini e video per presentare le nuove collezioni, dando maggiori informazioni sul design, la produzione e il brand. Questo ambizioso progetto fa sborsare ad Hugo Boss giá un budget a sei cifre per la promozione dello <a href="http://www.hugoboss-store.com/uk/?cid=gb&#038;lan=en&#038;from=index&#038;opener=index#hb1">shop on-line</a>.</p>
<p><img src="http://www.dmma.de/typo3temp/pics/18967b0bee.jpg" alt="" /><br />
Hugo Boss Shop (fonte: www.dmma.de)<br />
<span id="more-89"></span><br />
Anche <a href="http://www.strenesse.com">Strenesse </a>che ha da aperto da qualche mese un proprio e-shop, dichiara di voler puntare molto sull’e-commerce l’anno prossimo. </p>
<p>Altri brand del lusso come Gucci, Louis Vuitton o Prada sono sempre piú presenti nel mondo virtuale ed aumentano le quote di fatturato generate sul web. </p>
<p>Si tratta di attrarre nuovi target e di crescere e gli esperti dicono che specialmente nel settore fashion c’è un gran potenziale.</p>
<p>Gli obiettivi strategici dei brand sono molto semplici: “guadagnare in margini e stabilire una relazione diretta con i clienti”, dice Christian Gummig, titolare di targa.tv. Ma per quale ragione i produttori hanno scoperto così tardi il web come canale di distribuzione? Vengono citate diverse ragioni: la maturità del mercato, il progresso tecnologico (in particolare lo sviluppo della banda larga, che consente di espandere le possibilitá di utilizzo di mezzi promozionali – in particolare i video), e anche l’impianto di risorse interne ed infine la cognizione che dal commercio “tradizionale”non si possono più attendere delle quote di crescita tanto alte.</p>
<p>“Si faranno sentire degli spostamenti”, dice Renata De Pauli, della DePauli s.p.a., che gestisce tra l’altro per Strellson, Lloyd ed Olymp degli Shop online. “Questi online shop dei produttori sono degli Showroom, creati per accendere l’interesse da parte del consumatore. Alla fine ne approfitta anche il commercio “tradizionale”. Opinione non condivisa da tutti, c’é infatti chi dice che la vera competizione si svilupperà tra produttori e commercianti. </p>
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		<title>COMUNICATO: Nuove vie per la comunicazione dei Brand del fashion e del design on-line:</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 09:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Moda + Lifestyle]]></category>

		<category><![CDATA[advertisement network]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce ADforStyle: Il premium media network di Claudia Wünsch Communication che consente di creare campagne display sui blog e di raggiungere così i trend-setter nel web.
BERLINO - Negli ultimi anni i blog sono saliti alla ribalta del mondo dei media, affiancando i media tradizionali nel fornire informazioni sulle novitá e le tendenze in particolare nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nasce ADforStyle: Il premium media network di Claudia Wünsch Communication che consente di creare campagne display sui blog e di raggiungere così i trend-setter nel web.</em></p>
<p>BERLINO - Negli ultimi anni i blog sono saliti alla ribalta del mondo dei media, affiancando i media tradizionali nel fornire informazioni sulle novitá e le tendenze in particolare nel settore del fashion, lusso e lifestyle. In Europa sono attivi dei blog professionali di moda, che tengono aggiornati i propri lettori sulle tendenze e sugli eventi, diventando dei veri e propri trend-setter. L’influenza di questi canali di comunicazione é ormai così grande che non puó essere piú tascurata dalle aziende, che intendono rafforzare la propria immagine nel world wide web. </p>
<p>Di fronte all’esigenza di comunicare attraverso la “blogosfera”, Claudia Wünsch Communication, l’agenzia di Berlino specializzata nell’offrire soluzioni su misura di marketing on-line per i brand della moda e del life-style, ha da poco lanciato il proprio “premium network” per la comunicazione on-line. <a href="http://www.adforstyle.com">ADforSTYLE </a>mette insieme media di qualità ed indipendenti, ed offre a questi nuove possibilità di commercializzazione. Per gli advertisers questo network rappresenta un interessante canale attraverso il quale é possibile comunicare con un target di persone particolarmente attraente ed altrimenti difficile da raggiungere: gli opinion maker del fashion nel web. </p>
<p><span id="more-88"></span><br />
Innovativo, giovane ed autentico, – sono le caratteristiche di ADforSTYLE: un nuovo network che raggruppa publisher con contenuti di qualità, attraverso il quale gli advertiser possono raggiungere un target affine e di elevato valore, rafforzando così la notorietà del marchio. L’essenza del successo del “fenomeno Blog”, ovvero la loro autonomia, é garantita. Il risultato é un canale di comunicazione di forte efficacia.</p>
<p>Claudia Wünsch Communication accredita solo i migliori blog dei settori moda/lifestyle, lusso, design. ADforSTYLE é dunque uno strumento efficace tagliato su misura per le esigenze di comunicazione dei brand: ADforStyle garantisce visibilità proprio laddove é importante essere – cioè tra gli opinion maker, quelli che amano la moda o il design e si fidano delle opinioni dei blogger oppure quelli che in questi settori ci lavorano e cercano ispirazione. In questo modo si crea un vero e proprio effetto leva per l’awareness del marchio.</p>
<p>„ADforSTYLE é in perfetta sintonia con lo spirito dei blog– é una piattaforma che rispetta la loro autonomia“ spiega Claudia Wünsch, amministratrice e fondatrice dell’agenzia Claudia Wünsch Communication. L’idea di ADforSTYLE é frutto di una esperienza pluriennale: Claudia Wünsch collabora da tempo con marchi importanti del settore Fashion- Lifestyle ed ha creato in Italia con successo un network di affiliazione. La sua agenzia coniuga con ADforSTYLE un fondato know-how nell’Online-Marketing con l’esigenza del settore di avere un network media verticale„.</p>
<p>„ADforSTYLE é davvero utile per modabot, perché ci permette di concentrarci sulla ricerca di contenuti e la redazione di articoli, dice Panos Destanis, il creatore di modabot.de, un’agenzia di stampa specializzata in moda, sia la ricerca di clienti che l’intero svolgimento tecnico delle campagne puó essere affidato e realizzato da questo affidabile e flessibile network pubblicitario.</p>
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		<title>Bio - ora c&#8217;é bisogno di piú marketing</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/11/05/bio-ora-ce-bisogno-di-piu-marketing/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 17:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Food + Bio]]></category>

		<category><![CDATA[bio]]></category>

		<category><![CDATA[biologico]]></category>

		<category><![CDATA[mercato del bio]]></category>

		<category><![CDATA[organico]]></category>

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		<description><![CDATA[„Il Bio non si vende più solo perché è Bio&#8221; si puó dire sia questa la conclusione tratta dal forum per il commercio bio (Bio-Handels-Forum) tenutosi di recente a Colonia. I numeri del settore lo sottolineano: per la prima volta da anni é stata rilevata una diminuzione del fatturato. É venuto il momento dunque di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>„Il Bio non si vende più solo perché è Bio&#8221; si puó dire sia questa la conclusione tratta dal forum per il commercio bio (Bio-Handels-Forum) tenutosi di recente a Colonia. I numeri del settore lo sottolineano: per la prima volta da anni é stata rilevata una diminuzione del fatturato. É venuto il momento dunque di puntare sul marketing.</p>
<p><img src="http://www.fruchtportal.de/images/Image/pics/Kuerbisse_BIO(c)EU.jpg" alt="" /></p>
<p>Il cambiamento del tipo di consumatore si fa sentire per alcuni produttori e venditori bio tradizionali. La clientela classica non aumenta, anzi piuttosto diminuisce. I gruppi di consumatori giunti negli ultimi anni hanno delle esigenze e aspettative completamente diverse rispetto ai prodotti biologici. I produttori e venditori bio devono dunque definire prima il proprio target e poi orientare i propri prodotti e il marketing alle aspettative ed esigenze di questo target. </p>
<p>Con l&#8217;evoluzione da mercato di nicchi in mercato di massa, ovviamente anche il tipo di consumatore bio è cambiato molto: oggi più del 60% dei tedeschi consumano prodotti con etichetta bio. I motivi principali sono la salute, il gusto originario, valori come la tutela dell’ambiente. L’immagine bio e l’assortimento bio sono cambiati. Il bio viene visto dai consumatori come attestazione di qualità per la sanità e il gusto! </p>
<p><strong>Target per i prodotti bio</strong></p>
<p>Un tema di cui abbiamo giá parlato in altri post di questo blog é la definizione del target dei prodotti &#8220;organici&#8221;. Spesso il cliente bio per eccellenza viene visto solo nel target abbastanza piccolo degli &#8220;eco convinti&#8221;. Ma i risultati delle ricerche di mercato degli ultimi 10 anni dimostrano che più della metà dei consumatori sono in qualche modo interessati a questo mercato. Si tratta di quella metà della popolazione più istruita e ad alto reddito. Il cliente bio par eccellenza non esiste. I clienti bio si trovano in ogni strato sociale (Singles, coppie senza bambini, famiglie con bambini, etc.)</p>
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		<title>Indagine: cosa si aspettano gli internauti dalle Social Communities?</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/10/30/indagine-cosa-si-aspettano-gli-internauti-dalle-social-communities/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 17:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Online marketing]]></category>

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		<category><![CDATA[social community marketing]]></category>

		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio di IP Deutschland e TNS Emnid: campagne di Viral Marketing e passaparola hanno molto successo nelle Social Communities.
Il barometro digitale fornisce cifre attuali relative alla notorietà ed all&#8217;utilizzo delle Social Communities. Lo studio dimostra che gli user di Social Communities tendono molto al passaparola e rivela una spiccata predilezione dei giovanissimi per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio di IP Deutschland e TNS Emnid: campagne di Viral Marketing e passaparola hanno molto successo nelle Social Communities.</em></p>
<p>Il barometro digitale fornisce cifre attuali relative alla notorietà ed all&#8217;utilizzo delle Social Communities. Lo studio dimostra che gli <em>user </em>di Social Communities tendono molto al passaparola e rivela una <strong>spiccata predilezione dei giovanissimi</strong> per le SC: il 57% del gruppo tra 14 a 29 anni infatti si collega almeno una volta a settimana alla rete per navigare su Social Communities, mentre nel gruppo tra 30 ed i 49 anni sono solo il 18%. La motivazione principale che spinge le persone a frequentare le social communities è <strong>la curiosità</strong>: ben il 69% utilizza le communities per sapere cosa fanno gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://belanger.files.wordpress.com/2007/06/the-ebb-and-flow-of-social-networking.png?w=438&amp;h=308" alt="" /></p>
<p>Fonte foto: <a href="http://belanger.wordpress.com/2007/06/28/the-ebb-and-flow-of-social-networking/">Belanger</a><br />
<span id="more-86"></span><br />
Le Social Communities si prestano tra l’altro alla comunicazione dei Brand perché i membri hanno un atteggiamento molto positivo nei confronti della pubblicità: <strong>il 60% sono infatti disposti a comunicare</strong> ad altri membri la propria convinzione per un prodotto,ed inoltre la metà di coloro che ricevono consigli effettivamente s’informa sui prodotti raccomandati. Oltre a questo un buon 66% degli intervistati riconosce che <strong>è appunto la pubblicità che rende possibile l’utilizzo gratuito delle Social Communities</strong>. Infine il 61% non si dichiara affatto turbato della pubblicità sulle Social Communities.</p>
<p><strong>Conclusione:</strong><br />
Le Social Communities sono ottimi canali per il marketing virale, sia per quanto riguarda la pubblicitá diretta sulle piattaforme, sia per linkare a contenuti esterni (es. far girare video caricati su youtube ecc.). Nemmeno i marchi famosi possono piú permettersi di snobbare questi canali: Cartier su Myspace, Emporio Armani con il suo Channel su Youtube sono solo alcuni dei tanti esempi giá esistenti nella rete e ne vedremo ancora in futuro.</p>
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		<title>Nota congiunturale: Germania resta solida secondo S&#038;P</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/10/29/nota-congiunturale-germania-resta-solida-secondo-sp/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 16:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[bunt]]></category>

		<category><![CDATA[congiuntura germania]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanza]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

		<category><![CDATA[economia tedesca]]></category>

		<category><![CDATA[titoli di stao tedeschi]]></category>

		<category><![CDATA[valori germania.]]></category>

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		<description><![CDATA[La recessione economica per il Vecchio Continente sará evitata per il 2008 grazie a Francia e Germania secondo Standard &#38; Poor. La Germania crescerá quest&#8217;anno infatti dell&#8217;1,8%, consentendo cosí a tutto il continente di non chiudere in passivo il 2008.
I fondamentali della Germania restano solidi, l&#8217;indebitamento delle aziende non finanziarie é molto al di sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recessione economica per il Vecchio Continente sará evitata per il 2008 grazie a Francia e Germania secondo Standard &amp; Poor. La Germania crescerá quest&#8217;anno infatti dell&#8217;1,8%, consentendo cosí a tutto il continente di non chiudere in passivo il 2008.</p>
<p>I fondamentali della Germania restano solidi, l&#8217;indebitamento delle aziende non finanziarie é molto al di sotto della media europea, mentre si prevede anche per l&#8217;anno prossimo un aumento delle esportazioni dell&#8217;2,6%, secondo il BGA (Bundesverband des deutschen Groß- und Außenhandels), trainate dal calo dell&#8217;Euro e del prezzo delle materie prime.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.wiwo.de/mediadatabase/7598803_large.jpg" alt="" /></p>
<p>Fonte foto: www.wiwo.de<br />
<span id="more-85"></span><br />
Notizie positive dunque in un quadro di pessimismo generalizzato. L&#8217;indice IFO, che indica la fiducia delle imprese nel futuro é sceso ai minimi dal 2003, arrivando a 90,2. Il tasso di disoccupazione é aumentato ad agosto dell&#8217;1,1% rispetto all&#8217;anno precedente, toccando quota 7,2% e per il prossimo anno si prevede un ulteriore aumento, attestandosi tra il 7,5% e l&#8217;8,3%. La produzione industriale é calata del 2,6% su base annua e del 2% su base mensile a settembre, mentre ad agosto aveva fatto registrare una crescita a sorpresa del 3,3% rispetto al mese precedente.</p>
<p>Il debito pubblico quest&#8217;anno dovrebbe calare fino al 61,6% del PIL per poi aumentare l&#8217;anno prossimo a causa del piano di salvataggio delle banche previsto dalla grande coalizione. Sempre il piano da 480 Miliardi di Euro causerá un&#8217;emissione di titoli di stato mai vista, che porterá la Germania per la prima volta nella sua storia di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Finanza%20e%20Mercati/2008/crisi-credito-borse-governi-banche-centrali/mosse-governi/titoli-stato-germania-italia.shtml?uuid=8c38eb9c-9df4-11dd-a746-ba386f664334&#038;DocRulesView=Libero">superare l&#8217;Italia</a>(che fino ad ora deteneva questo singolare primato) per quantitá di titoli di stato emessi in eurovaluta.</p>
<p>Le previsioni di crescita per l&#8217;anno prossimo non sono proprio rosee (+0,2), lo ammette anche il cancelliere Angela Merkel, ma se la crisi dei crediti non dovesse aggravarsi ulteriormente l&#8217;economia tedesca dovrebbe essere in grado di contenere le perdite, forte di una struttura industriale in buona salute e con una buona situazione finanziaria. Il pericolo viene dall&#8217;esterno e soprattutto dalla frenata delle economie dei paesi asiatici e del Brasile, importanti mercati di sbocco di un paese che dipendete dalle esportazioni piú di ogni altro al mondo.</p>
<p>I tagli ai tassi previsti da Trichet, presidente dalla BCE, dovrebbero far calare ulteriormente l&#8217;Euro rispetto al Dollaro ed allegerire la stretta creditizia dando un po&#8217; di ossigeno all&#8217;economia. Preoccupa la crisi dell&#8217;auto mentre sorprende la Volkswagen, che in controtendeza ha sestuplicato il proprio valore in borsa dall&#8217;inizio dell&#8217;anno a causa di speculazioni sul titolo, piuttosto che ai propri fondamentali.</p>
<p>L&#8217;inflazione infine é calata dello 0,1 a settembre su base mensile, grazie alla riduzione dei costi delle materie prime e forse anche alla contrazione della domanda a causa della crescente incertezza.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.faz.net/d/invest/meldung.aspx?id=87769335">FAZ</a>, <a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=783178&amp;canale=ORA&amp;articolo=OCSE:%20AD%20AGOSTO%20DISOCCUPAZIONE%20SALE%20AL%206%">asca.it</a>, <a href="http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/Crisi_mutui_S_P_Europa_in_recessione_gelata_terzo_trimestre.html?siteSect=146&amp;sid=9879215&amp;cKey=1224687013000&amp;ty=ti&amp;positionT=2">Swissinfo </a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crescita degli investimenti on-line in Germania al di sopra della media</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/10/22/crescita-degli-investimenti-on-line-in-germania-al-di-sopra-della-media/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 16:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemeines]]></category>

		<category><![CDATA[boom web marketing]]></category>

		<category><![CDATA[cifre online marketing]]></category>

		<category><![CDATA[crescita dell'oinline marketing]]></category>

		<category><![CDATA[Online marketing]]></category>

		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato della pubblicità online colpisce ancora una volta vantando dei tassi di crescita impressionanti – almeno per quanto riguarda la spesa lorda. All’incirca 1 miliardo di Euro sono stati gli investimenti nei primi 9 mesi del 2008 in pubblicità online in Germania. Sono 37% di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ovvero 279 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato della pubblicità online colpisce ancora una volta vantando dei tassi di crescita impressionanti – almeno per quanto riguarda la spesa lorda. All’incirca 1 miliardo di Euro sono stati gli investimenti nei primi 9 mesi del 2008 in pubblicità online in Germania. Sono 37% di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ovvero 279 milioni di Euro di più. </p>
<p><img src="http://news.worldsites-schweiz.ch/bilder/internet-marketing-ausgaben.jpg" alt="La spesa in online marketing negli ultimi 3 anni" /></p>
<p>Con questo l’aumento percentuale del mercato online è supera di molto quello della pubblicità classica, che quest’anno è aumentato solo dell&#8217; 1,2% (vedi articolo del 14 ottobre: Pubblicità in Germania sembra non risentire della crisi). I calcoli di Nielsen Media Research dimostrano che la crescita del 30% del terzo quarto significa un leggero calo rispetto al primo e secondo quarto dell’anno. Le spese per Super Banner, Skyscraper, etc. sono cresciute nel periodo da gennaio a marzo del 43,6%, nel secondo trimestre del 39,4%.</p>
<p>Ludger Wibbelt, amministratore delegato di Nielsen Media Research, afferma di non essere preoccupato per la flessione nei tassi di crescita. La fine del boom della pubblicità online non è assolutamente arrivata. „La pubblicità online è completamente accettata come parte integrante della promozione completa di un Brand. Cioè questo settore non mancherà di produrre altre innovazioni e nuovi modelli commerciali ”, dichiara Wibbelt. </p>
<p>Incitatori della crescita quest’anno erano soprattutto gli fornitori di servizi online, che nel totale hanno investito 192,4 milioni di Euro. La pubblicità aziendale occupa il secondo posto con 90 milioni di Euro, seguono i servizi finanziari (74,7 milioni di Euro) e E-Commerce (55 milioni di Euro).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.horizont.net/aktuell/digital/pages/protected/Online-Spendings-legen-um-37-Prozent-zu_79647.html">Horizon</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pubblicitá in Germania sembra non risentire della crisi</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/10/14/pubblicita-in-germania-semra-non-risentire-della-crisi/</link>
		<comments>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/10/14/pubblicita-in-germania-semra-non-risentire-della-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 15:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marketing Italia-Germania]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[cifre online marketing]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

		<category><![CDATA[investimenti in pubblicitá]]></category>

		<category><![CDATA[marketing in germania]]></category>

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		<description><![CDATA[Finora la crisi finanziaria sembra non aver toccato il settore della pubblicità. Le spese nell’anno in corso sono aumentate sia pur di poco. Questo è il risultato di Nielsen Media Research. Nei media Above-the-line gli investimenti pubblicitari lordi sono aumentati nei primi tre trimestri 2008 arrivando a quota 14,8 miliardi Euro. Questo corrisponde ad un’eccedenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finora la crisi finanziaria sembra non aver toccato il settore della pubblicità. Le spese nell’anno in corso sono aumentate sia pur di poco. Questo è il risultato di Nielsen Media Research. Nei media Above-the-line gli investimenti pubblicitari lordi sono aumentati nei primi tre trimestri 2008 arrivando a quota 14,8 miliardi Euro. Questo corrisponde ad un’eccedenza di 1,2 %, cioè 180 milioni di Euro rispetto all’anno precedente.</p>
<p>A sorpresa il terzo trimestre é stato quello migliore secondo Nielsen. Questo fatto dimostra che la crisi finanziaria mondiale non à ancora percettibile nel mercato pubblicitario tedesco. &#8220;Mettiamo in conto che la crisi avrà prima o poi anche delle conseguenze per il mercato pubblicitario. Nello stesso tempo peró bisogna anche considerare che nei periodi duri è tanto piú necessario promuovere i propri servizi e prodotti attraverso la pubblicità per guadagnare la fiducia dei consumatori e per rafforzarla. Vediamo in questo proprio una chance per posizionarsi bene sul mercato,“ sostiene Ludger Wibbelt, amministratore delegato di Nielsen Media Research.</p>
<p><span id="more-83"></span><br />
Il fatturato lordo totale degli investimenti nei media above-the-line sono stati cosí ripratiti: La pubblicità in televisione registra 6,3 miliardi di Euro. Questo corrisponde a una crescita di 4,4 per cento rispetto all’anno precedente. Il volume pubblicitario dei giornali in questo periodo è rimasto su 0,6 per cento cioè 3,9 miliardi di Euro, senza considerare però annunci nelle rubriche. Le riviste registrano invece con un fatturato pubblicitario di 2,8 miliardi di Euro, una diminuzione di 2,8 per cento rispetto all’anno precedente. La radio ha incassato all’incirca 914 milioni di Euro per la pubblicità, che corrisponde ad una riduzione di 2,2 per cento rispetto all’anno precedente.  </p>
<p>L&#8217;on-line marketing resta la star degli investimenti pubblicitari, facendo registrare un aumento degli investimenti del 25% circa rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.wuv.de/news/unternehmen/meldungen/2008/10/110636/index.php">wuv</a></p>
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		<title>Long tail nuova frontiera dell’advertisment on-line</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 16:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Online marketing]]></category>

		<category><![CDATA[Chris Anderson]]></category>

		<category><![CDATA[long tail]]></category>

		<category><![CDATA[on-line marketing]]></category>

		<category><![CDATA[online advertisement]]></category>

		<category><![CDATA[The long tail. Why the future of business is selling le]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di long tail è molto semplice e puó essere ben riassunto dal titolo dell’ormai celebre articolo di Chris Anderson su Wired: “selling less of more“, cioé vendere una minore quantitá di un maggior numero di beni. Nel suo articolo del 2006, Anderson si riferiva alla possibilitá, mai avuta prima nel mercato tradizionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Long_Tail#Chris_Anderson_and_Clay_Shirky">long tail</a> è molto semplice e puó essere ben riassunto dal titolo dell’ormai celebre articolo di Chris Anderson su Wired: “selling less of more“, cioé vendere una minore quantitá di un maggior numero di beni. Nel suo articolo del 2006, Anderson si riferiva alla possibilitá, mai avuta prima nel mercato tradizionale di arrivare ad un numero talmente vasto di persone da poter consentire di ricavare profitto dalla vendita di prodotti di nicchia. </p>
<p><img src="http://mediameme.files.wordpress.com/2008/05/dinosaur-long-tail.png" alt="" /></p>
<p>Fonte img: <a href="http://mediameme.wordpress.com/2008/05/06/who-are-the-long-tail/">mediameme</a></p>
<p>Vista dal punto di vista dell’advertisement on-line il long tail va riletto cosí: acquistare un minor quantitá di traffico da un numero maggiore di siti. <span id="more-82"></span>Il vantaggio maggiore che ne deriva é quello di acquistare traffico mirato, quello cioé composto da utenti di internet attenti ad una determinata tematica ed attivi, che frequentano cioé i propri blog preferiti abitualmente, sono interessati e si fidano di chi cura i contenuti del sito, rilasciano commenti ecc.</p>
<p>I blog, che sono il cuore della long tail, sono spesso degli opinion maker. I lettori cercano su di essi delle informazioni, ma si fanno anche ispirare per le loro decisioni di acquisto. </p>
<p>Il sempre maggiore interesse dei grandi brands per le potenzialitá é un importante fattore di sviluppo per il long tail finora trascurato dalla gran massa degli investimenti in on-line marketing. I siti di nicchia si erano affidati infatti a Google Adsense od ai programmi di affiliazione per monetizzare il proprio traffico, ma la necessitá di differenziarsi da parte dei brand apre nuove prospettive a quei siti che offrono contenuti di qualitá e mirati. I grandi marchi non possono trascurare una fetta sempre crescente di utenti internet consapevoli, esperti, interessati, attivi e che potenzialmente rientrano nel loro target, anche se questi sono la minoranza. </p>
<p>Ora che per la moda ed il lusso internet non é piú visto solo come un grande bazar su cui fare degli affari, ma come un mercato enorme ormai imprescindibile anche per le politiche di marketing off-line, il long tail acquisterá sempre di piú un ruolo importante per l&#8217;allocazione degli investimenti in marketing on-line.</p>
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		<title>OMD 2008: Breve bilancio delle due giornate</title>
		<link>http://www.claudia-wuensch.com/blog/2008/09/23/omd-breve-bilancio/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 10:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Food + Bio]]></category>

		<category><![CDATA[Marketing Italia-Germania]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Online marketing]]></category>

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		<category><![CDATA[moda online]]></category>

		<category><![CDATA[online marketing düsseldorf]]></category>

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		<description><![CDATA[Si é chiusa giovedí scorso, 18 settembre, l’edizione 2008 della fiera dell’online marketing di Düsseldorf (OMD) ed é forse il caso di fare un piccolo bilancio. I visitatori sono stati ben 20.000 e 380 gli espositori. Erano presenti tutti i segmenti dell’online marketing, dal classico: email marketing alle ultime novitá del community marketing. La quota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si é chiusa giovedí scorso, 18 settembre, l’edizione 2008 della fiera dell’<a href="http://www.online-marketing-duesseldorf.de/">online marketing di Düsseldorf</a> (OMD) ed é forse il caso di fare un piccolo bilancio. I visitatori sono stati ben 20.000 e 380 gli espositori. Erano presenti tutti i segmenti dell’online marketing, dal classico: email marketing alle ultime novitá del community marketing. La quota dei visitatori che hanno trascorso entrambe le giornate nei padiglioni della fiera di Düsseldorf é aumentata del 90%.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.werbeanzeige.de/wp-content/uploads/2008/02/online-marketing-duesseldorf.jpg" alt="" /></p>
<p>Il mercato del marketing on-line non conosce crisi. Gli i<a href="http://www.claudia-wuensch.com/blog/?p=78">nvestimenti nell’online marketing</a> sono aumentati del 25% (un po’ meno delle attese).</p>
<p><span id="more-79"></span></p>
<p>I trend che abbiamo potuto osservare nella fiera confermano quello che noi piú volte abbiamo detto nel nostro blog:</p>
<ol>
<li>il mercato dell’online marketing si prepara all’ingresso massiccio del <a href="http://www.claudia-wuensch.com/blog/?p=50">lusso </a>e della moda. Internet non viene piú concepito come un grande bazar degli sconti, ma come un medium dal potenziale immenso, con una categoria di utenza ben piú coinvolta ed interattiva rispetto alla radio o alla TV.</li>
<li>l’ingresso del lusso e della moda richiede forme pubblicitarie piú coinvolgenti dei banner statici ed aumenta in moda notevole l’offerta di <a href="http://www.claudia-wuensch.com/blog/?p=69">video ads</a>, consentita anche dalla diffusione della banda larga.</li>
<li>social networks e social communities conquistano una fetta importante del mercato. My Space si é ritagliata uno spazio particolare alla fiera, organizzando un open air lounge. Anche la community di studenti piú grande in Germania, <a href="http://www.studivz.net/">StudiVZ</a>, era presente con uno stand molto grande.</li>
<li>Con l’ingresso dei brand online, cresce anche la necessitá di tenere sotto controllo e proteggere l’immagine delle aziende nella giungla del web. Tuttavia ancora poche agenzie si sono attrezzate per offrire ai propri clienti servizi di Online Reputation Management, che invece riteniamo un servizio di vitale importanza per i brand online.</li>
</ol>
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		<title>Crescita a due cifre dell&#8217;online marketing in Germania delude le attese</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 16:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marketing Italia-Germania]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Online marketing]]></category>

		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

		<category><![CDATA[dati su online marketing]]></category>

		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre é ancora in corso a Düsseldorf la OMD, la fiera internazionale dell&#8217;online marketing, che sembra che quest&#8217;anno abbia registrato delle cifre straordinarie sia per il numero di espositori che di visitatori, la OVK (associazione dei pubblicitari) tira giá le prime somme per l&#8217;anno in corso ed esprime &#8220;delusione&#8221;, all&#8217;interno del suo report semestrale.


Secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre é ancora in corso a Düsseldorf la <a href="http://www.online-marketing-duesseldorf.de/">OMD</a>, la fiera internazionale dell&#8217;online marketing, che sembra che quest&#8217;anno abbia registrato delle cifre straordinarie sia per il numero di espositori che di visitatori, la OVK (associazione dei pubblicitari) tira giá le prime somme per l&#8217;anno in corso ed esprime &#8220;delusione&#8221;, all&#8217;interno del suo report semestrale.</p>
<p><img src="http://www.ovk.bvdw.org/uploads/pics/Grafik1_s5_Werbeinvestition_Segmente_02.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-78"></span></p>
<p>Secondo il report l&#8217;investimento totale in Germania per la pubblicità online crescerá &#8220;solo&#8221; del 25% rispetto all&#8217;anno precedente. Le aziende investiranno 3,6 miliardi di  Euro nella pubblicità online. La OVK abituata di solito ad rivedere al rialzo i propri pronostici di crescita per il marketing digitale, quest&#8217;anno deve rivederli per la prima volta al ribasso. Ma l&#8217;associazione tedesca dei pubblicitari vede anche il lato positivo di questo dato. Il 13,5% del media  mix totale é ormai speso per la pubblicitá online.</p>
<p>Più di 1,8  milliardi di Euro, cioè la maggior parte degli investimenti pubblicitari,  vengono investiti - come negli anni precedenti - nella pubblicità online &#8220;classica&#8221;.</p>
<p>Nel keyword marketing veranno investiti presumibilmente  nell’anno in corso 1,5 miliardi di Euro. Questo risponde a una crescita del 24  per cento. Per l&#8217;affiliazione si attende invece una crescitá in linea con quella generale, cioé 25 per cento – per volume totale: 268 milioni di  Euro.</p>
<p>Paul Mudter, presidente dell’OVK, commentando i dati dichiara che ormai internet si é imposto come uno dei tre piú importanti canali pubblicitari. Mudter sostiene: &#8220;La pubblicità online è diventata ormai un elemento  essenziale del media-mix.</p>
<p>Nel mercato pubblicitario di oggi, l’importanza della  pubblicità online risulta ancora piú chiara se si osserva l’evoluzione della parte online nel media mix globale. La quota di pubblicità online è cresciuta negli ultimi 4 anni del 4,4 per cento arrivando al 13,5 per cento” Anche Frank Bachér, il vice dell’OVK, vede l’evoluzione con molto ottimismo: &#8220;Stiamo per diventare il medium  pubblicitario più importante dopo giornali e televisione. Direi addirittura che  l’online sorpasserà fra poco tutti gli altri media.&#8221;</p>
<p>Anche il mercato europeo  dell’online ha registrato una crescita notevole. Rispetto all’anno precedente il mercato  regestrerá con un volume totale di circa 11 miliardi di Euro una crescita del 40 per cento. Queste cifre sono basate sui dati di 15 paesi  europei.</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.ovk.bvdw.org/newsansicht.html?tx_ttnews%5Btt_news%5D=2802&amp;cHash=64a8433dc4" target="_blank">OVK</a></p>
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